I PITAGORICI E LA CONCEZIONE MATEMATICA DELLA NATURA
Pitagora e la fondazione della scuola di Crotone
La prosperità di Mileto durò poco: nel 499 a.C. le città della Ionia, guidate dal tiranno di Mileto, si ribellarono ai Persiani che avevano conquistato la regione nel 549 a.C. La rivolta fallì e l’esercito persiano distrusse Mileto, uccidendo o riducendo in schiavitù i suoi abitanti.
centro della vita culturale si spostò nelle colonie greche dell’Italia meridionale (la Magna Grecia) e della Sicilia, dove emigrarono. Città indipendenti dalla madrepatria.
Crotone: qui si stabilì Pitagora, dove fondò una scuola filosofica, la Fratellanza Pitagorica, associazione politico-religiosa
La scuola pitagorica era organizzata come una setta religiosa con regole severe, silenzio, obbedienza e una forte disciplina morale. I discepoli erano divisi in acusmatici (ascoltatori) e matematici (più avanzati), entrambi tenuti a rispettare norme rigide e a venerare Pitagora quasi come una figura divina.
Il destino dell’anima e la purificazione
Pitagora, influenzato dall’orfismo, riteneva che l’anima fosse immortale e costretta a reincarnarsi più volte come punizione per una colpa originaria. Lo scopo della vita era quindi purificare l’anima per liberarla dal ciclo delle rinascite.
La purificazione avveniva tramite:
una vita ascetica (astinenze, regole severe, riti),
pratiche religiose e morali,
soprattutto attraverso l’esercizio della filosofia.
La filosofia permetteva all’uomo di comprendere l’ordine dell’universo e di riprodurre nella propria vita proporzione e misura.
La dottrina del numero
Accanto al tema dell’anima, i pitagorici sviluppano la dottrina del numero, considerata centrale per spiegare l’ordine del cosmo. Per loro il numero è il principio fondamentale della realtà e tutto ciò che esiste obbedisce a leggi numeriche.
Pitagora collega la vita filosofica all’idea di ordine e armonia, che l’uomo saggio deve imitare per riuscire a dominare i propri istinti corporei.
Secondo i pitagorici, l’universo è governato da un ordine (o limite) che si manifesta ovunque e che permette di spiegare la realtà in modo razionale. Questo ordine è espresso dal numero, che regola i fenomeni naturali, le relazioni e perfino l’armonia musicale.
Da queste osservazioni nasce l’idea che la vera sostanza delle cose non risieda negli elementi materiali, ma nella loro struttura numerica: tutto ciò che esiste è riconducibile a rapporti quantitativi. Il numero rappresenta quindi la legge profonda del cosmo, che può essere conosciuta in modo oggettivo.
Il numero come principio costitutivo della realtà
Archè e Sostanza: I Pitagorici consideravano il numero non solo uno strumento di conoscenza, ma il principio generatore (archè) e la sostanza di tutte le cose.
Geometria e Fisica: Il numero era inteso come elemento con valenza sia fisica che geometrica.
Generazione: L'unità corrisponde al punto. L'aggiunta di unità genera progressivamente la linea (due punti), la superficie (tre punti) e il solido (quattro punti/piramide). Da queste figure si originano tutti i corpi fisici.
Il dualismo della visione pitagorica
Coppie di Contrari: La realtà è retta da rapporti tra opposti, il principale dei quali è tra Pari e Dispari.
Limite e Illimitato:
Il Dispari è associato al Limite (perfezione, ordine, forma, compiutezza).
Il Pari è associato all'Illimitato (imperfezione, disordine, caos).
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