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GLI IONICI

GLI IONICI E IL PROBLEMA DELL’ARCHE’

La prima riflessione filosofica

si sviluppa nella Ionia tra il VII e VI sec a.C. Talete, Anassimandro e Anassimene: tutti e tre di Mileto.

Possedevano alcune fondamentali conoscenze di carattere tecnico e scientifico, ricevute dai sapienti della Media e della Babilonia. 

Si tramanda che Talete abbia previsto con largo anticipo delle eclissi (grazie ai suoi calcoli astronomici) e che Anassimandro abbia inventato la prima carta geografica e importato inn Grecia, dall’Oriente, le conoscenze tecniche per costruire l’orologio solare. 

A loro va al merito di essersi interrogati per primi sulla natura multiforme e mutevole del mondo e di aver individuato una causa, un principio originario (in greco archè) da cui tutte le cose derivavano. L’archè rappresenta sia la materia di cui sono fatte le cose, sia la forza che le ha generate, sia la legge divina ed eterna che le governa e le rende intelligibili all’uomo.


Talete: l’acqua come principio originario


Talete non lasciò opere scritte, ma di lui sopravvivono vari aneddoti riportati da filosofi successivi. Egli sosteneva che l’acqua fosse il principio originario di tutte le cose: ogni essere vivente contiene acqua e, probabilmente osservando la nascita umana, collegò l’origine della vita a questo elemento.

Secondo Talete, all’inizio esisteva solo un immenso oceano dal quale tutto si è sviluppato. La Terra e i corpi celesti sarebbero sorti da questa massa liquida, e il mondo stesso galleggerebbe sull’acqua come una zattera. Per questo l’acqua è considerata il fondamento dell’universo, e a essa tutte le cose ritornano quando si dissolvono.


Anassimandro: l'apeiron come fondamento del reale


Anassimandro, nato a Mileto intorno al 610 a.C. e contemporaneo di Talete, fu il primo a usare il termine archè, che identificò non in un elemento concreto, ma in un principio indeterminato chiamato àpeiron (illimitato, senza confini). Abbandonò quindi l’idea che l’origine del mondo potesse essere una sostanza specifica come acqua o aria.Secondo lui, dal movimento rotatorio dell’apeiron si separano i contrari (caldo/freddo, secco/umido), dando origine ai mondi, destinati a nascere e dissolversi in un ciclo eterno.

La separazione dal tutto originario genera la molteplicità degli esseri, ma anche conflitti e dolore. Per questo ogni vivente, portando con sé la “colpa” della nascita, è destinato a morire e a fare ritorno all’unità primordiale per ristabilire l’equilibrio.


Anassimene: l’aria come principio delle cose

Anassimene, vissuto a Mileto tra il 586 e il 525 a.C., identificava l’aria come principio primo, considerandola infinita e in continuo movimento. L’aria, tramite rarefazione e condensazione, genera tutti gli elementi: rarefatta diventa fuoco, condensata diventa vento, nuvole, acqua, terra e pietra. L’universo nasce, si dissolve e si rigenera ciclicamente a partire da questo principio.

(vedi la mappa concettuale)


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