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ERACLITO

ERACLITO

Il problema del rapporto tra il divenire e l'essere

Questa sezione stabilisce il problema filosofico: distinguere tra il Divenire (il mutamento, il peribile, l'esperienza sensibile) e l'Essere (la realtà eterna e immutabile, accessibile alla ragione). L'obiettivo è separare la conoscenza sensibile (che coglie il cambiamento) dalla conoscenza razionale (che cerca l'identità).

La contrapposizione tra verità e apparenza

Vengono presentati i due filosofi principali che affrontano il problema:

  • Eraclito: Sostiene il Divenire. Affida al sapere filosofico razionale il compito di cogliere la verità, contrapposta all'errore della conoscenza sensibile comune.

  • Parmenide: Sostiene l'Essere. Contrasta l'opinione comune con la verità, accessibile solo attraverso la ragione in modo rigoroso e difficile.

Entrambi condividono la contrapposizione tra conoscenza razionale (verità) e sensibile (apparenza).

Eraclito e l'esperienza del divenire

La sezione si concentra su Eraclito, una delle figure più significative della filosofia arcaica. La sua prospettiva fondamentale è che ogni cosa è soggetta alla trasformazione (al divenire continuo). Questo mutamento, però, non è caotico, ma è regolato da una legge universale che risiede nell'armonia dei contrari.

L'immagine di un uomo schivo e solitario

  • Contesto: Eraclito operò a Efeso (in Ionia) tra il VI e il V secolo a.C.

  • Tradizione: Può essere ricondotto alla tradizione aristocratica. Egli negava e avversava le nuove dottrine, anche se le sue riflessioni sono posteriori a quelle dei primi pensatori di Mileto.

  • Atteggiamento: Disdegnava il volgo e l'opinione comune, e si opponeva con forza agli orientamenti politici democratici della sua città.

  • Stile: La sua opera è giunta a noi tramite frammenti (aforismi) che sono spesso enigmatici e gli valsero l'appellativo di "Oscuro".

I due nuclei concettuali del pensiero di Eraclito

  1. Il flusso universale: Il concetto di continuo mutamento.

  2. Il lógos e la legge dei contrari: La ragione universale che regola tale mutamento.



Il flusso universale 

Il punto di partenza della filosofia di Eraclito è la constatazione che nel mondo non c’è nulla che sia in uno stato di quiete, ma tutto è in movimento

Il conflitto come legge universale: 

  • Eraclito osserva il conflitto non solo nella società (es. tra l’aristocrazia e i ceti emergenti), ma in tutta la natura (es. conflitto tra elementi contrari come acqua e fuoco, giorno e notte)

  • Il conflitto non è male, ma la legge universale che genera il mutamento e, di conseguenza, la vita stessa (la salute è data dalla tensione tra bene e male)

L’impossibilità dell’identità: 

  • tutto muta incessantemente e perciò non è possibile trovare un'identità permanente nelle cose né negli uomini

  • L’esempio più celebre è che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, non solo perché l’acqua è cambiata, ma anche perché chi vi si immerge non è più lo stesso. 

  • La sua filosofia è riassunta negli aforismi sul tema “panta rhei” (tutto scorre)

La dottrina di Eraclito, pur affermando che l’universo è in continua trasformazione, indica che il mutamento non è casuale ma regolato da una legge eterna che garantisce l’ordine: 

  • L’elemento originario: Eraclito  non individua un elemento originario unico come i pensatori di Mileto. Sceglie il fuoco come simbolo del mutamento continuo, in quanto è l’elemento che sempre si trasforma e consuma. Esso rappresenta il simbolo della legge segreta che regge il disordine apparente dell’universo

Il lògos e la legge dei contrari

Eraclito ritiene che la maggioranza degli uomini viva in uno stato di sonno e si affidi ai sensi, cogliendo l’aspetto superficiale del mondo. Solo i filosofi (“gli svegli”) sanno andare oltre le immediate impressioni sensoriali

  • Il nome che Eraclito da alla legge universale che regola la necessità del divenire è il Lògos (Ragione)

  • il Lògos è la relazionalità che governa l’universo ed è la stessa che deve guidare la ragione umana.

  • Capire il Lògos significa capire che l’opposizione è ineliminabile e che il conflitto è la condizione necessaria affinché il mutamento delle cose avvenga in modo razionale 

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